February 9, 2015

AltaRoma Gennaio 2015. Gattinoni, Balestra, Curiel. L'Alta Moda C'e' .


Scrivo solo ora sui tre storici nomi della Couture romana per una serie di motivi, alcuni futili ed altri piu' importanti. Finita AltaRoma la sera del 2 febbraio con il lancio della versione catacea di FNM per cui collaboro non ho piu' avuto accesso ad un pc ( santificata sia la sala stampa di AltaRoma!) fino ad oggi ma sopratutto ho voluto scrivere un post su questi tre brand storici a freddo, alla luce delle difficolta', brillantemente superate, che AltaRoma ha dovuto affrontare nel finanziare ed organizzare l'edizione di gennaio 2015. 
La massima per cui una cosa od una persona viene apprezzata solo quando la si perde o si rischia di perderla e' stato il sentimento che tutto d'un tratto mi ha pervaso, una volta messo piede a Roma; l'eventualita' di non assistere alle sfilate mi ha spinto non solo a sostenere tutta la manifestazione con la mia presenza, ma anche, nel limite del tempo e delle energie, a partecipare a piu' sfilate possibile e sopratutto, questa volta apprezzare ancora di piu'coloro che sono la spina dorsale della manifestazione: le Maison di Alta Moda, dai nuovi coutourier , Giada Curti e Luigi Borbone a quelli storici, Gattinoni, Balestra e Curiel.


Guillermo Mariotto, direttore creativo di Gattinoni, ha 'servito' una collezione alla carta; ispirata dal cibo e dall'imminente Expo'2015 di Milano la 'couture a la carte' di Gattinoni mette presenta su una tavola apparecchiata abiti che uniscono tecniche couture con il rito del mangiare - uncinetti spalamti, lavorazione a filet, ruote e pieche che ricordano l'arte del piegare il tovagliolo e la nuova linea 'a cestino' che vela e svela a seconda del mood di chi indossa l'abito. Collier-forchetta, bracciali di pane e pietra dura e i colori dell'olio d'oliva, del bianco ghiaccio e del caramello, tra i tanti, completano questa collezione da mangiare con gli occhi.



Renato Balestra manda in passerella una moderna Venere uscita dalla spuma del mare ricreata da piccolissime ruche di tulle e fili di organza che ricordano l'intrecciarsi delle alghe. Abiti leggeri e delicati dai colori tenui, l'avorio pallido ed l'azzurro appena accennato su tutti, senza tralasciare la firma dello stilista, un  lungo abito in Blue Balestra con maxi dettaglio floreale su una spalla.




Infine Raffaella Curiel fa un'omaggio all'eleganza dell'Oriente e ai suoi viaggi reali o immaginati tra Thailandia e Vietnam, Malesia e Filippine con la collezione 'Oriente a Roma', anche lei con un occhio all'Expo' di Milano in cui tutto il mondo, se non proprio a Roma, convergera' in Italia.
Dagli intramontabili  tailleur e tea dress appena sotto il ginocchio ai sontuosissimi abiti da sera in seta, broccato, lino, stampate a mano o a cera e decoratecon fili d'oro, ambre e giade,ad esa;tare il valore dell'artigianato. Ultima uscita l'abito omaggio all'Expo' e all'Italia con stampa in seta della Canestra di Frutta di Caravaggio.



Chiudo questo post con un'ultima osservazone finale rifernedomi, nuovamente alle difficolta' incontrate da AltaRoma nell'organizzare l'edizione di gennaio. Se un mese fa dicevo 'Si Puo' Fare!' ora possiamo dire che 'Ce L'Abbiamo Fatta!' e questa edizione non solo ha visto partecipare chi veramente ci tiene ad AltaRoma - e devo dire che le facce assenti erano poche - e coloro che c'erano non solo l'anno sostenuta ma si sono anche addattati con energia e positivita' al cambiamento. AltaRoma, fose ci rivedremo a luglio, e nel frattempo un gigantesco in bocca al lupo.

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