March 11, 2017

London Fashion Week FW17. Diario Personale.


Tre settimane dopo la fine della LFW FW17 e finta la maratona del mese della moda, mi ritrovo nuovamente a riflettere sulle sfilate e presentazioni viste e sull'energia di un week end intenso speso a Londra. Questa volta una coincidenza ha voluto che non solo avessi il sabato e la domenica a disposizione ma anche un albergo prenotato, il che ha reso la 'scarpinata' piu' fattibile del solito.

Come gia'accaduto per la moda uomo anche questa volta, non solo non mi e' stato possibile recensire tutto quello che ho visto - di cui scrivo per Fashion News Magazine - ma quello che mi rimane sono delle fantastiche e positive impressioni personali  legate sia alla qualita' delle collezioni che alle location in cui ogni volta mi meraviglio di trovarmi.



Entrero' nel dettaglio di cio' che ho visto con dei post dedicati poiche' queste brevi righe sono l'ennesimo elogio all'unicita' della settimana della moda e del potere che ha di far riunire ed incontrare persone che hanno le stesse passioni e svolgono lo stesso lavoro e fargli vivere allo stesso tempo un'esperienza personale gratificante e coinvolgente. Ovviamente parlo in primis per me stesso ma sono sicuro che, al di la' del freddo, la fame e la mancanza di sonno, chiunque partecipi a Milano, Londra, Parigi o New York alla Fashion Week torni poi alla routine quotidiana piu' stimolato ed arricchito di prima.

March 7, 2017

Quattromani FW17. La femminilita' sensuale delle Sùrbiles.


Il connubio tra moda e tradizione sarda che contraddistingue lo stile e l'ispirazione delle collezioni Quattromani, continua anche la prossima stagione invernale FW17, andando a delineare, stagione dopo stagione, l'universo creativo del brand; dal ragno Argia ( FW16) alla mosca, dalle Janas-fatine (FW15) alla Sa Surbile/strega-vampiro, passando per la via della paglia (SS17). 

La Sa Surbile e' lo sfaccetato modello femminile di riferimento di una collezione matura che va analizzata e scomposta con attenzione per apprezzare i vari capi e look, andando al di la' di un superficiale 'like' su Facebook e un cuoricino su IG. 

Il lookbook mi e' arrivato stamattina e dopo aver letto il comunicato stampa e aver guardato un paio di volte le immagini, mi sono accorto che c'era da scavare e studiare un po' per poter capire veramente quello che stavo guardando. Dopo un'approfondita ricerca sulla figura della Sa Subile - la donna/mosca/vampiro che succhia il sangue ai neonati non battezzati- la collezione mi si e' rivelata in tutta la sua complessita' e bellezza.



March 2, 2017

Il grattacapo FW17 di Gucci svelato



Ancora dopo una settimana si continua dibattere sulla sfilata co-ed FW 17 di Gucci e, me compreso, ancora in tanti, ci si gratta il capo, cercando di carpire il senso dei 120 look che fatti sfilare in un corridoio di plexiglass.con tanto di esoterica piramide con annessa banderuola. Penso di aver digerito il tutto e essermi fatto un'idea chiara di quello che Alessandro Michele ci ha proposto.

Tra chi definisce la collezione eccessiva e 'troppa', chi un capolavoro e chi ha ancora un punto interogativo in testa, nessuno si e' soffermato ad osservare gli indizi che lo stilista ha disseminato prima e durante lo show, per enderlo comprensibile e meno emermetico. Nemmeno io a dire la verita, ma riguardando i look con attenzione, facendo una ricerca attenta sul mood e anche sul fatturato, penso di averci, finalmente capito qualcosa.



Prima di tutto sono andato a vedere il fatturato 2016, sul sito Kering, sia per togliermi di mezzo da subito, la parte noiosa del mio tentativo di risolvere il 'rompicapo' FW17 e sia per scoprire se chi ha commentato dicendo che la collezione strizza l'occhio all'Oriente avesse ragione. La risposta e' affermativa, non solo per gli evidenti omaggi in sfilata ( parasoli e stampe orientali) ma anche numericamente - l'area Asia Pacific ha contribuito al 34% del fatturato e il Giappone un altro 10%. Questo e' un minuscolo tassello per capire alcuni look, oltre al fatto che gli articoli in pelle contribuiscono al 55% delle vendite totali.

February 16, 2017

Il Galateo della Fashion Week.


Tra poco ricomincia il carosello della LFW per me e di Milano per i miei colleghi italiani e, dopo qualche anno, si e' comiciata affacciata in me quella sensazione di sicurezza di appartenere al (fortunato) gruppo di professionisti che vi partecipano e di pari passo e' sparita (nella mia testa) l'idea di essere un 'impostore/imbucato'. La svolta, oltre che dall'aver realizzato che il mio lavoro sul blog e per FNM e' apprezzato e ritenuto valido, e' anche data dall'aver interiorizzato l'etichetta necessaria per una piacevole e fruttuosa Fashion Week, a tal punto di farmi sentirmi nel mio ambiente naturale.
Ecco quindi un breve e personale galateo  che da sempre seguo e che spero condividiate con me.

SIATE GENTILI

Oltre ad essere un principo che seguo comunque nella mia vita quotidiana - dal lavoro a casa - direi che essere gentili ed educati correndo di sfilata in sfilata, rende il tutto piu' facile per tutti. PR, fotografi, gli altri invitati etc...sono tutti li', come voi, per fare il loro lavoro. Essere scortesi, tirarsela e sentirsi la Wintour, non ha senso, no?

SIATE IN ORARIO

Arrivereste in ritardo ad lavoro o al matrimonio del vostro migliore amico? Io no ed e' una forma di rispetto verso il lavoro del brand, dello stilista, di chi produce la sfilata  e dei PR, presentarsi in orario. E' comunque un vantaggio anche per voi stessi l'avere tempo tra l'entrare nella location e vedere la sfilata: la fashion week e' anche quel momento in cui si fa networking, si conoscono nuove persone, si rivedono facce amiche e si fanno due chiacchiere.

STATE AL POSTO ASSEGNATOVI

Se non volete creare confusione, fare una figuraccia, farvi la nomea dei rompiscatole per poi eventualmente poi essere banditi dalle sfilate, basta sedervi al posto assegnato o in standing. Non serve a molto sedervi dove non vi spetta o fare storie per una seconda o terza fila. C'e' poi chi vive lo standing come un'offesa personale: certo stare in piedi non e' piacevole, spesso la vista non e' delle migliori, ma una sfilata e' fatta anche di atmosfera e musica. non solo di prima fila e foto IG.

DIVERTITEVI!

Ho dedicato un post apposito a questa ultima 'regola' della fashion week, atto di galateo verso voi stessi. Nessuno vi costringe a presenziare alle sfilate, a correre avanti e dietro, mangiare quando si puo' e dormire poco, se vi manca l'entusiasmo, il divertimeto e la gioia di 'farvi' la settiaman della moda dal vivo, beh, non andate uin giro coi musi lunghi, non vi lamentate e state a casa a guardare comodamente il tutto online, no?

Detto questo buona fashion week a tutti!!

February 13, 2017

Marco Grisolia S/S17. Moda e Mondo.


Non so per quale motivo ho aspettato piu' di tre mesi nello scrivere della collezione SS17 di Marco Grisolia ( ho scaricato il lookbook ad ottobre 2016!) ma l'istinto mi ha dato ragione nell'attendere visto che la visone artistica dello stilista/stylist/docente ( poliedrico come un un uomo del Rinascimento) per la prossima stagione si e' arricchita ulteriormente nell'ultima edizione di AltaRoma.

La collezione si snoda attraverso la tecnica del collage e 7 mood/slogan che hanno in comune lo stato di degenerazione che l'uomo infligge verso se stesso, gli altri ed il mondo che lo circonda;-violenza, sfruttamento, identita' di genere e smania di apparire - a contrasto con una palette di colori serena e vivace, dal rosa al rosso, dall'azzurro al turchese, con accenni di ocra e avorio.

I WANTED TO STAY, I AM WHAT I AM, DEGREES OF DEGRADATION, IT'S TOO HARD FOR ME, OWNERS OF NOWHERE, crISIS, I WANNA BE PERFECT.







L'evento che ha reso ancora piu' significativa la collezione e' stato il 'Silent Vernissage', durante AltaRoma, in collaborazione con l'artista Fausto delle Chiaie e la boutique Dana Keiliani a Via del Pellegrino 167. Un evento multisensoriale, reso significativo, non solo dalle opere pop e street di Fausto delle Chiaie, conosciutissimo a Roma per il suo Museo all'Aria Aperta di fronte all'Ara Pacis ma anche dalla location. Infatti la propietaria della boutique e' di origine siriana e' il suo progetto e' quello di restaurare simbolicamente la bellezza che le e' stata portata via dalla guerra nel suo paese.












February 8, 2017

AltaRoma Gennaio 2017. L' Alta Moda e le Sue Storie.

A piu' di una settimana dalla fine di AltaRoma, eccoci con l'ultimo post sull'edizione invernale, ricca di sfilate, eventi e mostre, che hanno meritato di essere recensite. Chiudiamo in bellezza con le elusive collezioni di AltaModa. che da sempre fanno da perfetto contrappunto al prêt-à-porter e sintetizzano l'essenza della manifestazione e di Roma; a cavallo tra passato e futuro, tra locale e globale, nomi nuovi, ritorni e conferme. Se i nomi del ready to wear sono stati numerosi, la sfilata Talents emozionante come sempre e le mostre di A.I. estremamente informative, gli stilisti di Alta Moda non sono stati da meno, mandando in passerella delle collezioni forti e ricche di contenuti.

Come gia' da tempo predico, la moda si rende interessante e significativa quando racconta una storia, evoca un mood, esplora un concetto. Dal giardino segreto di Giada Curti in passerella si sono succedute le giovani donne di Gattinoni, gli anni '70 e '80 di Dalida e Bianca Jagger di Rani Zakhem, la primavera di Renato Balestra e le geometrie black and white di Nino Lettieri.

GATTINONI




RANI ZAKHEM


 RENATO BALESTRA




NINO LETTIERI

Millennials à la mode. Fendi e Dolce Gabbana li corteggiano.


Nella settimana in cui tutti si spellano le mani a commentare, nel bene e nel male il festival di Sanremo, zitto zitto il mondo della moda non solo si prepara all'ennesimo giro di sfilate - settimana della moda  donna AW17 - ma scopriremo quale altro brand saltera' sul 'carrozzone acchiappa Millennials' - come se fossero Pokémon . 

Devo ammettere di aver sentito etichettare la nuova generazione cosi' da un bel po' di tempo, ma senza mai soffermarmi ed approfondire di cosa si trattasse - dall'origine del nome alla rilevanza del fenomeno. nell'arco delle scorse tre settimane pero' i Millennials sono stati il fulcro dell'attenzione di due mega brand - Dolce e Gabbana prima e Fendi poi - che li ha messi alcentro di una piattaforma online, l'uno, e direttamente in passerella, l'altro. Da qui la mia curiosita': se vengono spesi milgiaia di €€€ per attrarre i Millennials, vorra' dire che hanno e avranno un peso e sono un fenomeno e una fetta di mercato che non si puo' piu' ignorare.

Ecco alcuni dati per capire di cosa stiamo parlando.
  • Sono chiamati cosi' tutti coloro che hanno tra i 18 e i 34 anni.
  • Il nome deriva dal far coincidere l'anno 2000 con la classe di nuovi diplomati (17enni quindi e 34enni ad oggi)
  • Ce ne sono 1.8 miliardi al mondo, di cui 11 milioni in Italia, 80 negli stati Uniti e 385 in Cina.


Fendi ha lanciato il 6 febbraio la piattaforma multimediale -  IG, Youtube e Snapchat - F is for... suddivisa in 5 sezioni con relative emoji( Faces, Fulgor, Freedom, Freaks, Fearless) che, intelligentemente, non vuole vendere nulla al suo target ma far conoscere il marchio seguendo una strategia di comuciazione familiare ai Millennials ( che comunque sembra non amino essere definiti cosi'). Curatissimi i contenuti, immagini scattate con iPhone7, una serie di eventi pianificati per unificare digitale e reale e con la mia Roma bella come 'heritage' del marchio.





Stategia diversa quella di Dolce e Gabbana, in linea comunque con l'identita' del brand e le precedenti operazioni di marketing, che dopo aver piazzato ben 21 Millennials di rilievo sui social media in prima fila alla sfilata SS17 , come gia' fecero con i blogger, e nella relativa campagna pubblicitaria, lo scorso gennaio, durante Milano Moda Uomo, li ha mandati in passerella, principi e principesse di Instagram - da Cameron Dallas ai ' figli di'; Presley Gerber ( figlio di Cindy Crawford!), Rafferty Law ( figlio di Jude Law), brandon Thomas Lee ( figlio di Pamela Anderson e Tommy Lee).






Per chi si occupa di moda quindi, ritengo che questa 'onda Millennials' sia da osservare, seguire, e capire  con attenzione, anche se come me, non ne fate parte (per pochi anni) o pensate che non vi riguardi.

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