January 15, 2012

Giornaliste VS Bloggers - Un punto di vista dall'estero


Negli ultimi giorni due polemiche interessanti e vederemo con quali sviluppi si sono palesate di blog in blog.
Prima la polemica sull'edizione di Firenze4ever di Luisa Via Roma, che ha visto alcune blogger criticare l'evento e la disparita' di trattamento tra chi e' considerato blooger di serie A e chi di B.
Poi, finito Pitti, l'anticipazione di Patrizia Finucci Gallo che alcune giornaliste di moda daranno l'aut aut agli stilisti durante la MFW Donna Fw12: o loro o le blogger alle sfilate.

Io ho detto la mia su tutte e due le vicende, commentando sui blog e se da una parte sono d'accordo con le giornaliste, visto che molti blog italiani sono mostruosoamente scarsi di contenuti, dall'altra mi sono interrogato anche sullo stato del giornalismo di moda italiano.
Leggo molti blog, ma stranieri e molti articoli giornalistici di moda ma stranieri.
Perche' in Italian non c'e' una Susie Mekez o una Hilary Alexander?
Forse e' la mia ignoranza in campo giornalistico italiano ma non seguo, ne' leggo quasi mai articoli di gironaliste italiane, o per lo meno non ce n'e' nessuna che spicca sulle altre. Come mai?
Il dubbio nasce spontaneo: forse neanche la qualita' del giornalismo di moda italiano e' altissimo e la rivolta in atto risiede nel vizio italiano di voler rimanere attaccati alla propria poltrona per sempre, anche quando non si eccelle?
Qui in Inghilterra non esiste l'associazione di categoria dei giornalisti e lo si diventa sia facendo gavetta ma sopratutto venendo premiati per il proprio merito e arrivando a lavorare per testate sempre piu' importanti.
Il fatto di avere un'associazione, la parola corporazione o casta mi sembra eccessiva, gioca un ruolo, secondo me, nella mancanza di competizione e nella mancanca di un livello alto di contenuti.

Forse in questa diatriba giornaliste contro blogger dovremmo anche interrogarci sul merito e sulla qualita' del giornalismo di moda in Italia. O no?

8 comments:

  1. Il vero problema, in Italia, è che tutti si sentono bravi. Non troverai mai nessuno che ha la capacità e l' umiltà di ammettere le proprie debolezze in materia. E quindi, con l' avvicinarsi della settimana della moda, pur di avere un invito in più ci si arroga il diritto di sparare a zero sugli altri... Nulla di più!
    Robi

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    1. Esatto Robi...alla fine si arriva a questa situazione che non ha contrappesi, purtroppo, nella selezione 'naturale' tra chi e bravo e chi no.

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    2. Non credo che sia solo il "tutti si sentono bravi" che entra in gioco qui. La categoria si sente minacciata, perchè in Italia certe categorie si sentono intoccabili e non accettano la concorrenza, leale o sleale che sia (e qui mi fermo, che sennò mi metto a parlare della manovra Monti e vado fuoritema, e la prof mi diceva sempre che andare fuoritema non si deve fare). L'avvento dei blog sta creando la crisi della carta stampata, e da questo si stanno difendendo, a mio parere. Un po' per superiorità, un po' perchè loro sono competenti e sanno cosa dicono e i blogger no, un po' perchè un conto è stare seduti di fianco ad un blogger di un certo tipo, un conto è stare di fianco ad una biondina qualsiasi che è arrivata lì diosolosacome ( e vi prego, non mi prendete per invidiosa, è solo che la meritocrazia in Italia non esiste, ma i ganci e gli amici degli amici incvece si...)

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    3. Ciao Monica,
      sparare sulle blogger biondine e' come farlo sulla croce Rossa...il punto e' che se un/una girnalista sa il fatto suo e sa di valere, non si abbassa neanche a cercare lo scontro o a minacciare di non presenziare e recensire sfilate,ma alza la posta in gioco, magari e fa valere e contare la sua professionalita' e conoscenza. Purtroppo non mi pare che neanche la stampa specializzata sia di ottimo livello in Italia...vedremo come andra', anche se figurati se gli stilisti si fanno sclafire da un ultimatum del genere.

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    4. Beh, non intendevo proprio sparare a zero sulle biondine, piuttosto mettermi nei panni delle giornaliste e cercare di capire il loror punto di vista (sono loro le prime a sparare a zero, come fece una certa signora Sozzani qualche mese fa). Il punto del mio discorso è che l'attacco delle giornaliste credo sia stato generato dal cambiamento del sistema moda, che se un tempo era chiuso e solo x addetti ai lavori, ora si sta aprendo, non sempre nel modo giusto, a nuove figure... Cmq quello che dici sulla competenza è verissimo, per quello credo che le giornaliste difendano la propria posizione: non sia mai che si venisse a scoprire che un blogger qualsiasi scriva meglio di loro, o che il pubblico apprezzi di più!

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  2. la parola meritocrazia non esiste nel vocabolario italiano.

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  3. Dario hai terribilmente ragione, ma come ti ho già detto esistono diversi tipi di fashion blogger e fashion blogging. Io stesso gestisco un Fashion Magazine online (come penso che tu sappia) e i blogger invitati alle sfilate senza accredito sono pochi, giusto quei 3-4 più famosi. Per quanto riguarda il FIRENZE4EVER non potevano invitare tutti anche per ragioni di spazio, io stesso al loro posto avrei effettuato una cernita. La verità è che le giornaliste si sono "rotte" di vedere gente che facendo poco riesce ad ottenere un invito, quando invece loro per ottenerlo hanno impiegato anni.

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  4. Bellissima riflessione. Si dovrebbe parlare di qualità in entrambi i settori, blogging e giornalismo. Speriamo sia vero.

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