March 2, 2012

Louis Vuitton and Yayoi Kusama collaboration.


Yesterday I went to the Tate Modern to see the much talked about retrospective exhibitioon of Yayoi Kusama, whom I heard a lot about also because she's collaborating with Louis Vuitton for a series of items -bags, clothing and jewellery - that will be out in July.

Ieri sono stato alla Tate Modern a vedere la chicchieratissima retrospettiva di Yayoi Kusama, di cui si e' sentito parlare molto anche perche' sta collaborando con Louis Vuitton per una serie collezione che comprendera' abiti, borse e gioielli, in usicta a luglio.


But first things first. Yayoi Kusama is a avant-garde Japanese artist, in her 80ies now, that explored many media, paintings, collages, installations and live performances and  whose characteristic trademarks are the dots and the repetition of simple, graphic patterns. She went to the US in 1957 and got involved in the ealy '60 in the ectic New York scene with the likes of Andy Warhol, Cles Oldenburg, George Segal and James Rosenquist.

Ma andiamo con ordine. Yayoi Kusama e' un'artista avnt-garde giapponese, sull'ottantina ormai, che ha esplorato molti mezzi espressivi, pittura, collage, istallazione e performance dal vivo e il cui marchio di fabbrica sono i pois e la ripetizione di motivi sempli e grafici. Migrata negli Stati Uniti nel 1957, fece parte negli anni '60 dell'eccletica scena di new York assieme a Andy Warhol, Cles Oldenburg, George Segal e James Rosenquist.


Her work is dominated by frequent and sudden changes of style and media and the overall impression that I had, navigating through the 14 rooms at the Tate, it's that she was obsessed, if not desperate to emerge, to be seen and make her self marketable and successful.
I didn't find most of her things striking I partciularly enjoyed the series of 'Infinity Net' paintings , the room installations 'I'm Here, but Nothing' and 'Infinity Mirrored Room'.

 Il suo lavoro e' dominato da cambi frequenti ed improvvisi di stile e di mezzi espressivi e l'impressione che ho avuto, navigando ta le 14 stanze alla Tate, e' che Kusama sia ossessionata, se non disperata di emergere, con l'essere visibile, rendersi appetibile am mercato ed essere di successo.
La maggior parte della sua produzione non mi ha particolrmente toccato, ma mi e' piaciuta la serie di dipinti 'Infinity Net', e le stanze-istallazioni ' 'I'm Here, but Nothing' e 'Infinity Mirrored Room'.











Read more about Kusama and Vuitton after the jump
Kusama e Vuitton dopo la stecca.




There are not previews yet of the Kusama/Vuitton collaborations but back in 1998 Mark Jacobs met the artist in Tokio and she painted and signed a Vuitton bag.

 Non ci sono ancora anticipazioni sulla collaborazione Vuitton/Kusama ma nel 1998 Mark Jacobs ha incontrato l'artista a Tokio e lei dipinse e firmo' una borsa Vuitton.


There is also a recent Macobs interview about their partnership and a website dedicated to it with some background information but the product section still to come.

 Ce'e anche un'intervista recente di Jacobs sulla loro partnership ed un sito dedicato con informazioni di base sul Kusama ma la sezione relativa ai prodotti ancora e' vuota.



I do hope that Vuiton will use the 'Infiny Net' prints and concept or some other less obvious Kusama signature feature rather then the crazy multi-colored dots that are all over the place right now and not really a novelty anymore. A clue may be the white spots on red background that are both on the giant balloons hanging from the exhibition entrance and entire 4th floor and on the website as well. ;-)

Spero che Vuitton usi le stampe della serie 'Infnity Net' o stampe di Kusama non troppo ovvie come i pois multi-color ch sono dappertutto ormai e non costituiscono piu' una novita'. Un indizio potrebbero essere i pois bianchi su sfondo rosso che si trovano sia sugli enormi palloni che pendono dal soffitto all'ingresso della mostra e per tutto il quarto piano ed anche sul sito ;-)





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